giovedì 4 marzo 2010

Il Coroforum!

Il Coroforum, ovvero lo spazio di condivisione di canti, musica e idee del nostro coro è finalmente online:

www.lambrateortica.it/cp/canti.htm

Poi, visto che ci siamo, appreso da Google che oggi è l'anniversario della nascita di Vivaldi, genio assoluto e forse mio compositore preferito, allego il Quoniam tu solus sanctus e il Cum sancto Spirito, ovvero l'ultima parte del Gloria (...perchè tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo: Gesù Cristo. Con lo Spirito Santo. Amen), che nello scorso millennio, quello di Vivaldi, anch'io cantai come basso imperfetto (sono un baritono).


martedì 2 marzo 2010

Dai poveri imparo sempre qualcosa

Ore 11: suona il campanello. "Sarà D***", penso, il ricercatore del Bangladesh che si trova in difficoltà perché ha finito i soldi della sua borsa di studio prima di conseguire il master per cui è venuto in Italia; mi aveva detto che sarebbe passato. Mi affaccio alla finestra: no, non è lui, ma un altro povero che conosco. E' un uomo di mezza età che mi soprende sempre perchè non chiede soldi, come la maggior parte, ma cibo, un panino... "Ho della pasta", gli dico dall'alto. Allarga le braccia: "E come la cucino?" Vado in dispensa: c'è poca roba, siamo in quaresima. Metto insieme due scatolette piccole di tonno, una di piselli, un arancio, una merendina, un torrone morbido che ho lì ancora da Natale. Mi sembra poco, e mi domando se l'accetterà. Mentre scendo le scale decido che oggi gli chiederò il suo nome. Guarda nel sacchetto, è tutto contento. "C'è anche il torrone..." "Com'è che non puoi cucinare? Dove vivi? Dove dormi?" "In centro: ho un sacco a pelo e una coperta". "Come ti chiami?" "Giovanni". "Sei di quà?" "Ora vivo quà ma sono nato in Sardegna; sono stato anche in Friuli, in Toscana e a Genova. Ho fatto le stagioni a Rimini". E' magro come un chiodo ma ha capelli e barba alla Carlo Marx; ha i vestiti logori ma non manca di una certa eleganza, soprattutto nelle scarpe. Gurda negli occhi solo per pochissimo, poi li distoglie e poi ritorna, con un misto di timidezza e irrequietezza. Lo saluto, stringendogli la mano. "Io sono don Paolo". "Lo so, è scritto sul citofono".

Ore 18.45. Sono a colloquio con due catechisti e due educatrici. Dal vetro scorgo un giovane asiatico che ho già visto. Anche lui mi vede, ma aspetta. Dieci minuti dopo sono solo e il ragazzo entra. Una settimana fa è arrivato con lo zaino squarciato; lo avevano derubato al dormitorio. Riconosco lo zaino giallo che gli ho dato. E' giovane e vigoroso, ma parla sottovoce. "Ho trovato lavoro in un tempio" "Dove?" "In un tempio... buddista. E' a Firenze". "Devi prendere il treno". "Sì. Non voglio i soldi ma il biglietto. Costa 22 euro". E' una storia che raccontano in tantissimi: viaggi improrogabili per ragioni serissime. A chi mi chiede soldi non dò mai più di 10 euro, a meno che non passino attraverso il nostro centro d'ascolto della Caritas. Gliene propongo 5, accetta e salgo a prenderli. Poi ne prendo 10 e glieli do. "Mi hai riconosciuto?" La domanda mi spiazza. Allora non ha solo bisogno di soldi ma anche di relazione. "Si, ho visto lo zaino". Mentre sta per uscire, Carmela, la mia immensa barista mi chiama: "E' avanzata una focaccia con la Nutella, dagliela". Lo rincorro e consegno; mi sorride. L'altra volta nello zaino avevo messo dei dolci di Carnevale.

lunedì 1 marzo 2010

21 marzo: proiezione dei video di Vezza 2009

Per ora accontentatevi del motto del II turno.


Per chi ancora non l'avesse letto


Noi fra 120.000 spettatori


Le foto della sfilata di carnevale in Duomo.

Un anno fa, di questi tempi...

In attesa del nuovo video per l'OE 2010, quello vecchio è arrivato a 18007 visualizzazioni.

lunedì 8 febbraio 2010

Ieri alla Stazione Termini

Questo modo di ritrovarsi si chiama Flash Mob: vuol dire mobilitazione improvvisa di una folla che si mette a fare qualcosa di strano in un luogo pubblico. Devo dire che questi l'hanno fatto con un certo gusto e con notevole preparazione.

domenica 7 febbraio 2010

Il mondo in una domenica

Mattina
Sveglia tranquilla, anche in conseguenza di una notte un po' problematica. Colazione, ultimi ritocchi alla predica, poi scendo in chiesa. Arrivano pian piano i chierichetti: tra loro c'è anche Alessandra, figlia di genitori cingalesi; anche sua sorella per tanti anni ha servito l'altare con dedizione e puntualità. Rimango sempre colpito dalla compostezza con la quale la loro nonna viene a ricevere la comunione.

Mezzogiorno
Sono alla mensa dei poveri delle suore francescane di via Ponzio con un gruppo di giovani. Ci sono volti di ogni parte del mondo; mangio a tavola con un nero francofono (ivoriense?), una donna equadoregna e un giovane moldavo che è da quattro anni a Milano e parla benissimo l'italiano; mi raccontano delle loro difficili vite.

Pomeriggio
Mi reco a SS. Nome per aprire l'oratorio; Ester è già lì che mi aspetta. E' una giovane mamma croata che insieme al marito italiano e ad un'altra coppia ha dato vita ad un'iniziativa per i bambini da 0 a 3 anni. In un successivo spostamento tra San Martino e SS. Nome incontro Jenny, una ragazza di origini filippine che viene al nostro doposcuola dell'oratorio; è ai giardinetti del parco con un gruppo di amiche connazionali: la chiamo, si avvicina. A dire il vero, della sua età, 13 anni, c'è solo un'altra ragazza: le altre sono tutte più piccole compresi bambini di 6, 4 e 2 anni. Mi colpisce che bimbi così piccoli siano affidati alla custodia di ragazze poco più grandi di loro, ma non è la prima volta che noto questa modalità di uso del tempo libero di bambini e ragazzi asiatici. Le ragazze più grandi sembrano comunque molto coscienziose. Vado in oratorio: quando è quasi ormai ora di chiudere arriva Mohamed, che ora fa la prima media nella scuola italo-egiziana di via Ventura. La sua educazione e la pacatezza del tono della sua voce fanno da contrasto con un temperamento capace di entusiasmo e vigore, specialmente quando si dedica allo sport. Gli altri stanno giocando a ping pong, ma lui non è capace, allora mi sfida a calcetto; facciamo tre partite e le vinco tutte. Sono le 19, è ora di chiudere: sul quartiere è calato un nebbione d'altri tempi, cosa che rende il mio rientro a casa in moto quasi un'odissea.

PS: i nomi sono fittizi ma le storie sono tutte vere.

lunedì 1 febbraio 2010

Sul tetto, come i Beatles

Oh, ragazzi, questi suonano!

martedì 26 gennaio 2010

Sabato sera: Hopper!


Gli ado e gli edu dell'OLOUAQ sabato si dedicano alla pittura e al più grande autore statunitense in mostra, ancora per poco, a Milano. Servono 8 euro e 2 biglietti ATM.